Una passeggiata nel Parco della città, tra viali alberati e aiuole variopinte, dove i colori mutano al susseguirsi delle stagioni mentre i busti di illustri personalità sannite ci raccontano la storia di Benevento del XIX.
Progettato e realizzato con garanzia storica il video. Il racconto fa desiderare di immergersi in quel capolavoro, purtroppo rimasto unico. La passeggiata visiva ispira il sogno di un secondo, magari di un terzo spazio verde di alta qualità artistica a contornare la città. Chi mai oserebbe pensarci?
In area scandinava ci sono città riadattate che per la nuova forma vista dall’alto io chiamo “stelle posate sulla terra”: i loro nuclei abitati sono distanziati quasi geometricamente, ma interconnessi tra loro e col centro mediante strade dritte che attraversano spazi verdi movimentati, che sono la componente urbanistica più vasta, curatissimi e rispettatissimi. Un altro mondo, che ha sfiorato Benevento oltre un secolo fa per poi abbandonarla a noi…
Noto sempre che nella Villa Comunale il verde viene mantenuto egregiamente, però manca un corredo didattico che sottolinei la storia e la valenza dei contesti botanici e delle singole piante più antiche e rare. Manca anche una indicazione almeno complessiva della presenza della fauna che la abita nelle diverse stagioni dell’anno. E poi non c’è manutenzione delle sculture, annerite dal tempo ma per ora di non difficile ripristino tecnico, su cui è doveroso intervenire periodicamente. A proposito poi del monumento a Federico Torre, sono trascorsi decenni da quando venne scalpellata e rubata la spada scolpita sulla pietra di base…
Mi arrivano telefonate da chi sta finalmente scoprendo che la Villa Comunale… esiste e da chi vorrebbe che diventasse una attrazione turistica suggerendo un confronto con quella di Napoli. Rispondo che intanto la Villa di Benevento va vissuta dai beneventani, per garantirne la migliore gestione possibile. La valenza turistica, poi, è secondaria rispetto a quella culturale, il che porta a un altro argomento: quello dell’utilizzo ‘serio’ degli spazi per inserirvi statue e statuette, dimenticando l’unica di cui finora dovremmo avvertire l’assenza: quella dell’Autore della Villa Comunale!
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Riportiamo i commenti del Prof. Elio Galasso.
Progettato e realizzato con garanzia storica il video. Il racconto fa desiderare di immergersi in quel capolavoro, purtroppo rimasto unico. La passeggiata visiva ispira il sogno di un secondo, magari di un terzo spazio verde di alta qualità artistica a contornare la città. Chi mai oserebbe pensarci?
In area scandinava ci sono città riadattate che per la nuova forma vista dall’alto io chiamo “stelle posate sulla terra”: i loro nuclei abitati sono distanziati quasi geometricamente, ma interconnessi tra loro e col centro mediante strade dritte che attraversano spazi verdi movimentati, che sono la componente urbanistica più vasta, curatissimi e rispettatissimi. Un altro mondo, che ha sfiorato Benevento oltre un secolo fa per poi abbandonarla a noi…
Noto sempre che nella Villa Comunale il verde viene mantenuto egregiamente, però manca un corredo didattico che sottolinei la storia e la valenza dei contesti botanici e delle singole piante più antiche e rare. Manca anche una indicazione almeno complessiva della presenza della fauna che la abita nelle diverse stagioni dell’anno. E poi non c’è manutenzione delle sculture, annerite dal tempo ma per ora di non difficile ripristino tecnico, su cui è doveroso intervenire periodicamente. A proposito poi del monumento a Federico Torre, sono trascorsi decenni da quando venne scalpellata e rubata la spada scolpita sulla pietra di base…
Mi arrivano telefonate da chi sta finalmente scoprendo che la Villa Comunale… esiste e da chi vorrebbe che diventasse una attrazione turistica suggerendo un confronto con quella di Napoli. Rispondo che intanto la Villa di Benevento va vissuta dai beneventani, per garantirne la migliore gestione possibile. La valenza turistica, poi, è secondaria rispetto a quella culturale, il che porta a un altro argomento: quello dell’utilizzo ‘serio’ degli spazi per inserirvi statue e statuette, dimenticando l’unica di cui finora dovremmo avvertire l’assenza: quella dell’Autore della Villa Comunale!
Di nuovo complimenti e buon lavoro! ELIO GALASSO